CARENZA DI FERRO

Definizione

La carenza di ferro è un problema molto diffuso. Spesso si tende a pensare che l'anemia sia l'unica manifestazione di questo deficit e che quindi se l'emoglobina è all'interno dei valori di riferimento debba esserlo anche il ferro. In realtà, l'anemia rappresenta l'ultimo step di tutta una serie di manifestazioni dell'iposideremia. Il ferro infatti, non è contenuto soltanto nell'emoglobina, ma anche nella mioglobina dei muscoli e in molti enzimi essenziali per il corretto funzionamento dell'organismo. Inoltre, a livello ematico e osseo disponiamo di riserve di ferro alle quali attingere in caso di necessità. Sono proprio queste riserve la prima quota di ferro ad essere intaccata in caso di carenza. I primi sintomi compaiono invece quando si riduce la quota di ferro presente negli enzimi e nella mioglobina: a questo punto si manifesterà con astenia e facile affaticabilità. Successivamente, quando la quota di ferro diminuisce ulteriormente, si avranno anche pallore della cute e delle mucose (in particolare a livello della congiuntiva) e aggravamento della stanchezza cronica.

Abitudini

Spesso la carenza di ferro è dovuta a deficit nutrizionali, in particolar modo negli individui che seguono una dieta vegana o comunque vegetariana stretta. Se è vero infatti che molti alimenti di origine vegetale contengono ferro in quantità elevate, va anche sottolineato che soltanto il ferro emico (vale a dire quello contenuto negli alimenti di origine animale e in particolar modo nella carne rossa) viene assorbito in percentuale adeguata. Per questo motivo è opportuno seguire una dieta varia ed equilibrata (anche se quando il deficit si è già instaurato, la dieta non è quasi mai sufficiente a risolvere il quadro). Il ferro potrebbe diminuire anche per condizioni di malassorbimento. Normalmente infatti, la quota di ferro ingerito che viene assorbita dipende dallo stato nutrizionale dell'organismo (più ferro abbiamo meno ne viene assorbito e viceversa), ma in caso di abuso di lassativi o presenza di patologie gastrointestinali, l'assorbimento può comunque essere inadeguato alle richieste. Un'altra causa, soprattutto nelle donne in età fertile, sono le perdite eccessive di sangue (con il flusso mestruale). Anche un'aumentata richiesta, come durante la crescita, la gravidanza o l'allattamento, può essere alla base di una carenza di ferro, pertanto in queste fasi della vita è fondamentale aumentare l'introito con la dieta.

Possibili rimedi

Vitamina C, zuccheri (soprattutto il fruttosio) e amminoacidi facilitano l'assorbimento del ferro, pertanto assumere alimenti ricchi di ferro insieme a questi nutrienti può migliorare il quadro. Evitare invece l'associazione con tè e caffè, verdure e alimenti integrali, che hanno effetto opposto.

Quale prodotto/i consigliamo

In presenza di anemia franca però, i cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti ed è opportuno intervenire con integratori di ferro, cioè compresse a base di sali organici ferrosi da assumere a stomaco vuoto.

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Quando è necessario rivolgersi al medico

Una persona con una ferro-carenza dovrebbe sempre rivolgersi al medico nel sospetto di perdite gastrointestinali. In ogni caso, prima di intervenire farmacologicamente è opportuno consultare sempre il curante.



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